Miniartextil 2018 Humans

Nel disavventuroso paradosso che è il nostro presente, a diritti apparentemente sanciti, vecchi e nuovi, corrispondono sproporzionate sofferenze in aumento: dalle carestie, mai tanto cibo e mai tanta fame nel pianeta, agli animali, mai così protetti da diritti e mai così vessati, via via fino alla propria privacy, mai così violata e mai così ossessivamente sancita. E mentre già si profila la discussione sui diritti dei futuri robot, donne e uomini sembrano perderne quotidianamente, con le povertà in aumento, le privazioni della libertà e della dignità del lavoro, costretti a migrazioni rischiose per superare o soccombere a barriere fisiche, morali e di pensiero che si oppongono alla sua evoluzione senziente.

Sul pianeta dove i diritti si acquisiscono per legge, a seguito di lotte, ma restano in costante contraddittorio, la riflessione sull’umano torna alla centralità antropologica che da sempre gli attribuisce l’artista con il suo ruolo: che non è quello di somministrare il farmaco ma di studiare la malattia, la sua syndrome, dare forma al conflitto e alle necessità che esso pone. Cominciando dalla forma, mutante, quella mutazione stessa della razza umana connessa al tempo e alla sua durata.

– Clarita Di Giovanni

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Andrea Butti
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Andrea Butti

Installazioni

Gin Angri (I)

Medesima piazza ma due piazza diverse, 1992-1994

Stampa su tessuto da negativo fotografico

Maimouna Guerresi (I)

Minarets Hats, 2011

Stampa lambda – stoffe e cartone

Sung Chul Hong (ROK)

String_column_0155,2016

Stringhe elastiche, acciaio

Maria Lai (I)

Rosso nero, 2008

Tela, fili

Pia Männikkö (FIN)

Déjà vu, 2013-2018

Inchiostro su tulle

Sandra Matamoros (F)

Pleine Lun, 2018

Stampa getto di inchiostro in pigmento su tela, filo di seta argentato

David Oliveira (P)

Blue torso, 2016, 3 clowns, 2016, 3 masks, 2017

Filo e tulle

Chloë Østmo (EN)

Falling, 2006 - 2018

Stampe di tipo c digitali, fili, pesi di piombo

Patrizia Polese (I)

The Jungle, 2016

Corda in polipropilene modificata a mano

Marco Rubbera – Enrico Mancini Premio Sponga (I)

Reliquia, 2018

Velluto verde e resina

Charles Sandison (EN)

Genoma, 2006

Proiezione di dati a canale singolo, codice computer c++

Medhat Shafik (EGY)

Palmira, 2017

Materiali di recupero

Soo Sunny Park (US)

Unwoven Light, 2013

Catena di recinzione brasata, plexiglass

Minitessili

Brigitte Amarger (F)

Anthropocène

Raggi X, plaxiglas, carta

Marialuisa Barbera (I)

Toglierò i chiodi dal tuo cuore

Filo di ferro, chiodi, vetro rosa iridescente, granello bianco

Silvia Beccaria (I)

La speziale

Fil di ferro, carta, tulle, spezie, arcgento

Antonio Bernardo (I)

Delicatamente

Cotone, lichene

Catherine Bernarduchene (F)

De l'homme à l'homme

Garza, crine, seta, plexiglas,

Valeria Melodia Boisco (CH)

Res gestae

Cotone, lana, colla,ferro

Alberto Borellini (I)

Disumanità

Ferro, cartapesta, legno

Dosho Chiaki (J)

Heart 1

Seta, carta

Ramona Conconi (CH)

Una ciotola di umanità

Corda, filo, ferro

Silvia Maria Conte Mac Donell (RA)

Ubi?

Tessuto

Tiziana Contu (I)

Prezzo imposto

Legno, filo di ferro, cotone, carta

Lucia Grazia Coviello (I)

Maney

Lana, feltro

Lucia Crisci (I)

Oggetto umano

Carta, filo dorato

Sara Dochow (E)

My heart is a seed bank

Seta, perline

Céu Escudeiro (F)

Human memory

Lino, filo di ottone, pizzo, plastica

Cinzia Farina (I)

Ecco, questa è la casa - eppur non è

Garza, cotone, carta, cartone

Cristiana Fasano (I)

H

Tessuto, gommapiuma, ovatta

Xia Gao (CN)

Daily life

Carta

Monge Gilles (F)

No time no fear

Ceramica, filo metallico, cotone

Ilze Godlevskis (LV)

HEART AND SOUL

Seta, lana, nylon, poliuretano

Alvaro Diego GomezCampuzano (CO)

Anthropocene (Resilience)

Poliuretano, metallo

Katri Haahti (FIN)

Occhi

Seta

Chikako Imaizumi (J)

Fibre of Being

Carta, metallo, lino, cotone, poliestere

Hemma Lagadec (F)

Déchets antropocène

Plastica, metallo, filo, schiuma, gomma, sughero

Christine Läubli (CH)

We are our own story

Carta, filo

Michele Liparesi (I)

In scatola

Rete metallica zincata

Lucia Marchi (RA)

Los que me humanan/Those who humanize me

Lana

Maria Matyja-Rozpara (PL)

Book of faces

Carta, fibre naturali

Roberta Micocci (I)

Polvere di stelle

Filo d'acciaio, fibra di vetro, nastri di alluminio

Hiromi Murotani (J)

Heart

Cotone

Kaoru Nakano (J)

Relationship

Carta

Giulia Nelli (I)

Legami negati

Collant, legno

Francesca Nicchi (I)

Humans

Tessuto, fili

Agostina Pallone (I)

Girotondo primordiale

Pietre, filo di rame, seta

Anne Pangolin Guéno (E)

Where is my (human) mind?

Lana, perle, organza

Chiara Passigli (I)

Words are never alone

Vetro, piombo, carta

Linda Pellegrini (I)

Luogo segreto

Garza, cotone, foglia d'oro

Mirjam Pet-Jacobs (NL)

me2

Plastica, spille, filo d'argento

Anastasiya Pukhouskaya (BY)

Standards

Plastica, lino

Patricia Ramsay (USA)

Seas of the Mind

Lana, pietra, plastica

Gerda Ritzmann (CH)

Minds in prison

Giornale, filo di ferro

Alina Samsonovich (BY)

Edge of emotions

Metallo, lino

Médée Sculpteure (F)

Tissage, métissage

Filo, nastro, spago, corda

Jelena Škuliene (LT)

Crazy

Rame, cotone, nylon

Annica Stiernlöf (S)

Communication/Innovation

Carta, cotone

Brigitte Stoffel-Finazzi (L)

Rèverie humaine

Shibori, organza, nylon, perline

Mihoko Sumi (J)

Exosome

Nylon, tessuto, filo metallico

Minnamarina (FIN)

Touch on

Ago, guanti, filo

Caroline Turner (F)

Mé(tissage)

Tessuto, cartone

Nancy Van Dijk (CH)

It is life jim, but not as we know it

Stoffa, bottoni di madreperla

Romana Vanacore (I)

Origin

Porcellana, fibre vegetali

Makiko Wakisaka (J)

Confetti

Foglia tessuto, lino

Lara Zappa (I)

Nessuno si salva da solo

Legno, chiodi, filo

Stefano Zaratin (I)

P2P

Legno, rame, carta, cera, favi

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